REALTÀ vs GIOCO: Compagnie militari e di sicurezza private

Shadow Company

LA SHADOW COMPANY

Giocando alla campagna di Modern Warfare 2 sicuramente vi sarete imbattuti in questa faccia tristemente nota, quella di Phillip Graves, capo della Shadow Company. Che siate dei semplici giocatori o degli appassionati della Saga, sicuramente il tradimento della Shadow Company nei confronti dei nostri protagonisti, non vi avrà lasciato indifferenti. Ma cosa c’è dietro la fiction narrativa? Esistono ancora i mercenari?

Nel 2001 entrava in vigore la Convenzione contro il reclutamento, l’uso e l’addestramento di mercenari con la ratifica (e quindi l’accettazione del valore giuridico all’interno del proprio ordinamento) di 46 stati. Questa convenzione vieterebbe per gli stati partecipanti l’utilizzo di compagnie cosiddette “mercenarie” in potenziali conflitti armati o in generale per il perseguimento di propri fini politici, militari ed economici.

Evgenij Prigožin, CEO di Wagner

MERCENARI OGGI

Ad oggi però le maggiori potenze Europee e Mondiali, fra le quali Francia, UK, USA, Cina e Russia, non hanno ratificato tale documento, risultandone di fatto estranee. Nonostante questo formalmente anche in questi paesi ci sono grosse limitazioni se non addirittura divieti di creazione di organizzazioni mercenarie.

Per aggirare tutti i sistemi di controllo, sanzionatori e i divieti statali, le compagnie di mercenari hanno scelto di “cambiare faccia”, si sono evolute e hanno iniziato a svolgere le loro attività sotto una luce diversa.

Innanzitutto si sono sviluppate come COMPAGNIE MILITARI E DI SICUREZZA PRIVATE (PMSC in inglese), hanno ampliato enormemente il range dei servizi offerti, fra i quali:

  • Combattimento diretto;
  • Servizi di intelligence;
  • Addestramento;
  • Sicurezza in zone di conflitto;
  • Consulenza e pianificazione;
  • Manutenzione e assistenza tecnica;
  • Supporto logistico e operativo;
  • Ricostruzione postbellica.

ed infine hanno sfruttato l’enorme potere economico derivante dal monopolio del mercato della sicurezza per svolgere lobbismo negli stati di appartenenza onde accaparrarsi maggiori contratti statali e finanziamenti pubblici.

Le PMSC, dopo la guerra in Iraq nel 2003, hanno iniziato ad essere utilizzate trasversalmente da una molteplicità di attori, fra i quali non figurano solo gli stati restii ad inviare i propri militari all’estero (pena una potenziale perdita di favore politico della popolazione, poco avvezza alle morti di militari cosiddetti “nazionali”), ma anche ONG, Imprese private e addirittura le Nazioni Unite.

Recenti sono gli avvenimenti che riguardano la famosa Wagner e il loro poliedrico CEO, che da “cuoco” si è trasformato in traditore/salvatore della patria. Questa compagnia di bandiera russa non é l’unica, né la più importante. Altre PMSC conosciute internazionalmente, soggette a molteplici critiche e oramai sciolte (anche a causa di accuse di violazione dei diritti umani), sono la Blackwater (Americana) e gli Executive Outcomes (Sudafricana), solo per citarne alcune.

Insomma, il passaggio dall’odioso “mercenario” al più rispettabile “contractor” è stato breve, ma la sostanza è rimasta più o meno la stessa, forse più adattata alle esigenze geopolitiche di un mondo in continua evoluzione, in cui la guerra non piace a molti, ma è necessaria e utile a provvedere agli interessi di nazioni, e soggetti che necessitano delle armi per portare avanti la propria attività.

Executive Outcomes operativi in Angola

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