Inquisitore: il Cosplayer colpito da Cyberbullismo. Muore a 23 anni

Molte persone della community di Call of Duty e della rete di Cosplayer sapranno la già triste notizia. Inquisitore (nickname di Vincent Plicchi), cosplayer bolognese di Call of duty, si è tolto la vita a 23 anni durante una diretta su TikTok.

La notizia appena arrivata inizialmente ha scosso molti animi, per poi mandare su tutte le furie l’intera community per via della sua tragica e disgustosa storia. Insomma uno dei tantissimi esempi di tossicità già segnalati numerose volte, ma che è costata la vita ad un ragazzo innocente colpito da cyberbullismo.

LA STORIA SURREALE

Tutto nasce da una conoscenza con una ragazza, AJ/Dilan, che faceva da editor ad Inquisitore.
Tra i ringraziamenti alla ragazza saltano fuori diversi apprezzamenti fini a se stessi e mai oltre i confini (dai “ti voglio sposare“, ai “I love you“, ma mai su sfondo sessualmente spinto) e per Inquisitore lei poteva essere il suo tipo.

AJ non ha mai dichiarato l’età a Inquisitore, ma su sul profilo di Inquisitore era esplicitamente scritto “NO UNDER 18“. Detto questo si scoprirà in realtà che ne avesse 17 (una differenza di età di soli 6 anni quindi e appena 1 anno prima di essere maggiorenne).

AJ, findanzata con lo user titoisactingbadly (con quasi 1 milione di followers) decide di comune accordo con il ragazzo di flirtare con Inquisitore per screditarlo e farlo passare per pedofilo… cosa che non riuscirà, tanto che cercheranno con profili fake e amicizie (Keegans Mask ad esempio, un’altra cosplayer con un ampissimo seguito) di inchiodarlo con l’appellativo di pedofilo, ma anche qui i tentativi falliscono.

AJ, Tito e Keegans quindi decidono di accusarlo ugualmente utilizzando la loro community, addirittura cambiando più volte la versione dei fatti sulla reale età della ragazza (a volte 15enne, altre 16/17enne) e modificando gli screenshot delle conversazioni tra AJ e Inquisitore.

Inquisitore alla fine, con una corda, purtroppo compierà l’insano gesto il 9 ottobre durante una diretta lasciando una lettera ai genitori sul prendersi cura del suo amato gatto per lui… (appena 1 giorno prima della giornata mondiale sulla salute mentale). I soccorsi purtroppo arrivano e non c’è nulla da fare.

Un ragazzo pieno di vita muore per via di una ragazza, una community tossica e una mafia di persone che volevano che il suo account, pieno di followers anche esteri, venisse chiuso.

LE SCUSE E LA CHIUSURA DEGLI ACCOUNT

Purtroppo le scuse non sono sufficienti per ciò che hanno fatto, ma questi 3 soggetti ignobili cercheranno sia di scusarsi che di giustificarsi per le proprie azioni.

Keegans Mask, artefice sia dei fake screenshot che prima promotrice del fatto che Inquisitore fosse un pedofilo, si scusa in modo non proprio consono e per la community non sembra nemmeno troppo dispiaciuta… anzi addirittura persone che la conoscono dal vivo della community mostrano prove di suoi post in cui scherza sulla questione.

Titoisactingbadly si dirà esser stato contrario alla questione nonostante gli screenshot (addirittura dichiarandosi un uomo di Dio) e la sua ragazza AJ/Dilan si scuserà per ciò che ha fatto… ma ciò non riporterà indietro la vita di Vincent.

Ovviamente tutti gli account citati sono stati bannati e/o chiusi in via definitiva… ma qui oltre ad additare queste persone dobbiamo ribadire quanto sia colpa effettivamente della community stessa.

IL SOGNO DI INQUISITORE

Secondo quanto riferito dal padre di Vincent stesso, il suo sogno era che Activision riconoscesse il suo lavoro ed elaborasse una skin in suo onore e noi di Cod World ci batteremo finchè questo sogno non diventerà realtà.

DI CHI E’ LA COLPA?

Di certo AJ, Tito e Keegans hanno iniziato tutto e noi di Cod World speriamo che si portino questo peso fino alla fine delle loro vite irrimediabilmente, però ribadiamo che TRE PERSONE NON POSSONO CAUSARE TUTTO QUESTO, ma il seguito che hanno (di gente con qualche deficit evidente) che da ragione ad un content creator senza prove inconfutabili lo causa eccome, dando peso a bugie che hanno avuto un grosso peso sulle spalle di un ragazzo che vedeva la sua community sgretolarsi senza una colpa reale.

Abbiamo visto più volte insulti e fanatismo nei confronti di alcuni content creator famosi da parte degli utenti, ma gli stessi si dimenticano che sono esseri umani come tutti e non Dei scesi in terra sempre dalla parte della ragione.

Questa deve essere un’occasione per migliorare noi stessi e sensibilizzare chi ci sta intorno, non per additare, quindi imparare la differenza tra gregge e utente attivo e pensante di una community.

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